La Chiave Di Sol
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                  La Storia

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                  Prestwick Perak
                  Le origini del siamese restano tutt’oggi velate dal mistero. Visti i ritrovamenti all’interno delle piramidi Egiziane; alcuni studiosi affermano che questa fosse una razza già esistente ai tempi di Cleopatra e che gli intensi scambi commerciali con l‘Oriente abbiano fatto si che alcuni esemplari arrivassero nella città di Bangkok. Altri invece affermano che le origini siano molto più vecchie e che il siamese sia un incrocio tra il gatto sacro di Birmania e  il gatto Annamita, tipico delle zone del Vietnam. I primi reali documenti, però, li ritroviamo in un vecchio manoscritto datato 1350 chiamato Smud Khoi o "libro dei poemi del gatto" (tutt’ oggi conservato nella biblioteca nazionale di Bangkok) dove venivano rappresentati  ben 17 gatti porta fortuna e 6 porta sfortuna.  Bene tra questi 17 gatti ne ritroviamo 3 decisamente famosi ancora oggi:  il Burmese (Thong Daeng) ,  il Korat (Si-Sawat) e il Siamese (Wichien-Maat) .

                  Gli unici documenti certi in nostro possesso sono fotografici e risalgono al 1884 . I gatti siamesi venivano gelosamente allevati, rispettati e amati presso la corte del re e nei templi perché si credeva che fossero i custodi delle anime dei cari defunti. Si narra che fu il re in persona ad affidare al console inglese Owen Gould due coppie di questi felini, ma la cosa certa è che da sua sorella  Lilian Gould Velvey partì una sorta di selezione il cui frutto venne esposto per la prima volta nell’ottobre del 1885 alla 17ma mostra felina del Crystal Palace. Non fu un successo immediato tanto che questi felini vennero descritti come  un “innaturale incubo di gatto”, ma con il tempo in molti cominciarono ad apprezzare le uniche ed inconfondibili doti caratteriali di questo felino tanto da creare nel 1902 il primo Club dedicato al gatto siamese.
                  Da li a poco fu la volta degli Stati Uniti, questo gatto robusto, ma elegante con la testa leggermente arrotondata , profilo lievemente stoppato e occhi blu, raggiunse il picco della popolarità tra gli anni ‘50/’60 grazie a film come “Una strega in paradiso“, “Operazione gatto“, “L‘incredibile viaggio“, e “Lilli e il vagabondo“ .
                  Fu proprio verso quegli anni di popolarità che lentamente , da una parte per l’inflazione dei prezzi e dall’altra per una questione di moda ( erano gli anni di attrici come Audrey Hepburn e modelle come Twiggy ) gli allevatori cominciarono a volersi differenziare con la selezione di esemplari più esili con caratteristiche più estreme, quali muso allungato, profilo dritto orecchie grandi ; che portarono lentamente alla completa variazione dello standard e alla creazione di un siamese che nulla aveva a che vedere con i primi esemplari importati dal Siam.
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                  Clonlost Yo-Yo
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                  Vilo

                  Il Riconoscimento della razza Thai

                  Da quel momento in poi avevamo da una parte quegli esemplari estremi che tanto facevano vincere agli allevatori nelle esposizioni feline ; dall’altra silenziosi , ma appassionati allevatori che continuarono; chi registrando e chi no, la selezione del "siamese antico". I gatti potevano essere registarti solo con il codice SIA e teoricamente potevano anche essere esposti, ma venivano squalificati perché non aderenti allo standard del periodo. Ecco perché ancora oggi è difficile trovare nel Thai un pedigree con antenati registrati come THA , ed ancora più difficile è trovare un un gatto dalla morfologia "antica" con linee di sangue riconducibili a quei primi gatti importati dal Siam. Per supplire a questa mancanza alcune associazioni decisero di aprire i Noviziati per quel siamese che era stato ribattezzato con il nome di THAI : Chi possedeva un gatto con caratteristiche tipiche del thai poteva richiederne il riconoscimento e farlo divenire il capostipite di quella linea di sangue. Ad oggi i Noviziati sono ufficialmente chiusi.
                  • 1990 : Un gruppo di appassionati allevatori del siamese antico presenta al WCF ( World Cat Federation ) la domanda per il riconoscimento della razza.
                  • 1998 : Il WCF , associazione europea con sede in Germania , riconosce il siamese antico come razza , lo chiama THAI  e ne riscrive lo standard.
                  • 2002 : Il LOOF , unica associazione felina Francese riconosce ed ufficializza il thai come razza felina.
                  • 2007 : La TICA , associazione felina Americana riconosce il Thai ne ha redatto lo standard e la ha inserita nella categoria PNB ( Razza in prova ).
                  • 2010 : Il 21 gennaio 2010, dopo tre anni di permanenza in PNB  il presidente della TICA ha annunciato l’avanzamento della razza Thai nella classe campionato. Da maggio 2010 i gatti thai potranno partecipare anche al campionato TICA.
                  • Ancora oggi il Thai non viene riconosciuto in associazioni Internazionali quali la FIFE , cui fa capo l’unica Associazione Felina riconosciuta dallo Stato Italiano ANFI, e in CFA.
                  • In Inghilterra presso la GCCF non esiste tutt’oggi la distinzione tra le due tipologie di siamese.

                  Thai

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                  Eliana Gassho Meiso

                  Standard WCF
                  Standard TICA
                  Standard LOOF

                  Siamese

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                  Kuma Kan

                  Standard WCF
                  Standard TICA
                  Standard LOOF

                  Il Carattere

                  Una cosa mi sento di affermarla senza ombra di dubbio. Che sia Siamese o sia Thai questo meraviglioso felino ha raggiunto la sua popolarità non esclusivamente per la sua affascinante morfologia, ma principalmente per le sue uniche doti caratteriali.
                  Il Thai è un gatto dotato di un’intelligenza fuori dal comune; impara velocemente il riporto della pallina, ad aprire le porte e i cassetti e se abituato da cucciolo passeggia tranquillamente al guinzaglio. E’ molto attivo e se cresciuto con bambini ne diviene indiscusso compagno di giochi, mai aggressivo e troppo spesso remissivo.
                  E’ un gran chiacchierone e assolutamente determinato : un Thai sa sempre quello che desidera e sa sempre inventarsi la giusta tecnica per ottenerlo. Ha un miagolio decisamente tipico che utilizza in toni e modulazioni differenti in base a quello che vuole comunicare : adora intrattenere lunghi ed interessanti discorsi con il suo padrone!!! Grazie alla sua fisionomia , snella ma muscolosa è capace di impressionanti balzi; adora osservare tutto dall’alto ed esplorare l’ambiente che lo circonda: è estremamente curioso, quindi se avete un balcone e volete adottare un Thai consiglio vivamente di mettere reti e zanzariere per evitare spiacevoli incidenti.
                  Ma la caratteristica più spiccata in questo unico felino rimane la Fedeltà. Una volta entrato in casa sceglie il suo padrone che diviene il centro indiscusso del suo mondo. Da quel momento in poi lui farà veramente di tutto per dimostrare il proprio affetto, richiedendo continue e reciproche effusioni…..direi quasi amorose. Ama la compagnia e se lasciato troppo solo senza amici con cui giocare, avrà bisogno che vi dedichiate esclusivamente a lui al vostro rientro a casa; non abbiate paura se vi dimenticherete sarà sicuramente lui a ricordarvelo. E’ un gatto che ama essere coccolato, adora i posti caldi e le comodità, ma se può passare un po’ di tempo all’aperto ne è assolutamente felice. Avere un Thai che gironzola per casa vuol dire avere una piccola ombra che vi segue ovunque : si accomoda sulle vostre gambe quando guardate la televisione, dorme affianco a voi durante la notte, vi osserva mentre stirate i panni, mentre fate la doccia…..insomma chi ha un thai non può assolutamente sentirsi solo.

                  Alcune Leggende

                  Le sue origini incerte, la particolarità della sua colorazione, il blu intenso dei suoi occhi e l'eccezzionalità del suo carattere hanno fatto si che dietro a questo splendido felino nascessero tantissime storie e leggende.
                  Come tutti sappiamo il nodo alla coda e lo strabismo venivano spesso attribuite alla purezza della razza siamese.  Ad oggi tali difetti non sono più tollerati,  ma i racconti che si sono inventati e scritti su questa particolarità della razza sono tantissimi.
                  Una storia narra di una principessa appartenente  casa reale che aveva una coppia di siamesi; essi le erano talmente devoti che la seguivano ovunque. Lei confidava talmente tanto nella fedeltà dei suoi gatti che durante il bagno e durante la notte infilava i suoi anelli preziosi nella loro coda, affinchè essi li custodissero, e faceva un nodo sulla cima impedendo in questo modo agli anelli di scivolare via. I gattini di questa coppia di siamesi nacquero tutti con il tipico nodino alla coda.
                  Un'altro racconto legato a questa caratteristica ci racconta che i monaci buddisti erano soliti annodare la coda dei loro siamesi per ricordarsi cose di esterma importanza.
                  Una delle leggendi più famose e trascritta su vari libri narra di una coppia di siamesi Cula e Tien che rimasero alla guardia del loro tempio Buddista mentre il vecchio monaco partì alla ricerca di un nuovo prete che prendesse il suo posto. Non vedendolo tornare dopo giorni Tien decise di andare lui stesso a cercare un nuovo monaco per il tempio. Mentre lui era fuori i giorni passavano e la povera Cula rimase sveglia giorno e notte per difendere il tesoro del tempio.....alla fine con gli occhi stabici dal sonno decise di legare la coppa con il tesoro alla sua coda per poter dormire un po'. Quando Tien fece ritorno Cula aveva dato alla luce cinque splendidi micini tutti strabici e con il nodo alla coda.
                  Che dire poi della storia che racconta che i siamesi fossero i custodi delle anime dei cari defunti: è un po' macabra come storia , ma si dice che i gatti venissero sepolti vivi con i loro proprietari defunti e che nelle tombe venissero lasciati cunicoli e tane per permettere al gatto di trovare la via d'uscita. Nella maggior parte dei casi i gatti tornavano alle loro abitazioni dopo alcuni giorni e li rimanevano venerati e curati come se fossero i cari dipartiti in persona.
                  Un'altra storia alquanto fantasiosa viene narrata nel libro "Animals and Man" di George Cansdale, dove viene raccontata la vita degli animali durante la permanenza sull'Arca di Noè. Esso dice che il primo Siamese e il frutto di un'accoppiamento, oserei dire assolutamente bizzaro, tra una scimmia e una leonessa . E' grazie a questo amore a cui dobbiamo riconoscenza per l'eccezzionalità del carattere di questo gatto "gli attributi di una scimmia e il coraggio del leone".
                  Ma una delle storie che più amo è quella che narra che in alcune colorazioni del siamese, si può notare un'ombra leggermente più scura che dalla nuca arriva alla base del collo: la leggenda racconta che nemmeno Dio, in alcune situazioni,  riesce a rimanere indifferente alla bellezza e alla straordinaria dolcezza del siamese, che a volte scende in terra , lo afferra per la colottola , lo coccola e lo ammira. Quell'ombra sulla colottola è il segno che Dio ha ammirato quel gatto da molto vicino : io lo trovo bellissimo!!!!
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